martedì 2 febbraio 2010

Le Frittelle dell'Idraulico

Mia nonna mi diceva sempre le stesse cose:
1. Beato chi ti vede.
2. Ma quando ti sposi?
3. Dovevi nascere uomo.

Nonostante avesse quattro nipoti e due figli maschi (più un numero variabile di fidanzati delle nipoti femmine), ogni volta che aveva bisogno di un carpentiere, un idraulico o un contadino, era il mio nome che invocava.
Le cose funzionavano con una meccanica do-ut-des che implicava obbedienza ad ogni suo bisogno.
Il menu, con relativa traduzione, era questo:
«Ho fatto la pizza, stasera passa che te l’ho messa da parte»
Mi devi smontare le tendine e ripassare domani sera per riattaccarle pulite.
«La vuoi un po’ di verdura?»
Devi raccogliere l’uva.
«A che ora passi che ti mangi le frittelle calde calde mentre le faccio?»
S’è incastrato lo sciacquone.

Aggiustare sciacquoni mi piaceva assai.

Le sue frittelle, esclusivamente di fiori di zucca, non erano quegli sgonfiotti che si usano nei ristoranti: erano piatte perché lei non usava il lievito e, se mangiate subito, erano leggermente croccanti. Rimanevano buone fino al giorno dopo: perdevano croccantezza ma acquistavano morbidezza.
Ora non è tempo di fiori di zucca, però potete iniziare a esercitarvi per il momento in cui ne troverete.

Gli ingredienti:
Ci sono tanti modi per fare le frittelle di fiori di zucca. C’è chi le fa con l’acciuga, chi con la mozzarella, chi col latte o col pecorino e sono tutte molto buone.
Le mie - quelle di cui ho ereditato la ricetta - sono semplici:
• 300 g di farina • 1 uovo • 15-20 fiori di zucca • acqua • sale • olio per friggere
La quantità d’acqua è difficile da definire perché di solito si fa a occhio. Partiamo con 300 g di farina per poi aggiungere l’acqua man mano che serve.

Procedimento:
Pulite i fiori di zucca lasciando un centimetro di gambo e togliendo i tentacolini che stanno alla base del fiore. Tagliate il fiore a metà per il lungo e mettetelo in una scodella piena d’acqua. Quando avete finito lasciate i fiori nell'acqua e passate alla pastella.
Sbattete l’uovo, mettete la farina in una ciotolona e versateci in mezzo l’uovo e un po’ di sale. Mescolate aggiungendo l’acqua poca alla volta finché la pastella avrà una consistenza piuttosto densa.
Prendete una manciata di fiori e scrollate il grosso dell’acqua nel lavandino. Poi mettetevi col pugno sopra alla ciotola e strizzate bene bene i fiori in modo che l’acqua vada a finire nella pastella. Buttate dentro i fiori strizzati, mescolate e passate a un’altra manciata di fiori. Quando avete finito controllate che l’impasto non sia troppo liquido, altrimenti aggiungete un pochino di farina e mescolate bene.

Finito di preparare la pastella mettete una padella (vuota) sul fuoco e fatela scaldare. Appena si scalda mettete un po’ d’olio per friggere e portatelo a temperatura (l’olio deve essere poco e la fiamma bassa ma non al minimo). Formate le frittelle poggiando sull’olio una cucchiaiata di pastella. La cottura è piuttosto veloce, quando vedete che la pastella scurisce girate. Appena le frittelle sono cotte mettetele ad asciugare sulla carta del pane (quella marrone: se comprate il pane al supermercato non potete usare il sacchetto di plastica).
Man mano che friggete l’olio scende di livello. Quando succede togliete la padella dal fuoco, eliminate gli eventuali residui di frittelle e aggiungete un altro po’ d’olio. Fatelo scaldare e procedete con la cottura finché finisce la pastella.

Queste sono le frittelle di mia nonna. Ovviamente le sue avevano un sapore che io non sono mai riuscita a duplicare, ma qualche consiglio su come gustarle meglio voglio darvelo:
1. Insegnate a qualcuno che vi vuole bene a fare le frittelle.
2. Scassategli lo sciacquone.
3. Aggiustategli lo sciacquone.
4. Mettetevi al suo fianco mentre cucina le frittelle.

17 commenti:

  1. M'è venuta l'acquolina.
    Prima o poi però dovrai scrivere più diffusamente di tua nonna.

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  2. Il 90% delle cose che ho vissuto con mia nonna sono successe nella sua cucina. Mi sembra, questo, un luogo adatto per ricordarla.

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  3. poco diverse da quelle della mia mamma, acquolina assai, ricordi, ma io lo sciacquone non lo aggiustare e ce l'ho rotto da un anno... se ti faccio un risottino? all'amarone?

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  4. se lo posso mangiare mentre lo cucini va bene :)

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  5. Anche mia nonna le fa uguale, non mangerei fiori di zucca in nessun altro modo, comunque mi hai convinto, so a chi andare a rompere lo sciaquone quindi ti saprò dire. Senti, ho bisogno di aiuto, presa da un impeto di spontaneità ho comprato uno sbattitore (è fichissimo, sembra fatto dalla Apple, gli manca solo la mela retroilluminata e l'usb). Ora. A parte il tiramisù, il pandispagna e la maionese (che comunque la vendono già fatta a scadenza decennale e sforzarmi di farla io per poi proporla come piatto singolo mi sembra troppo avant garde) che ci faccio? Non mi dire i ricci chè con la permanente sto male. Grazie!

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  6. Elvira, hai ceduto alla lusinga dello sbattitore!
    Ma lo so, è difficile resistere, l'ho fatto anch'io. All'inizio ci facevo tutto, pure la cremina del caffè. Ora lo uso per tenere la porta aperta :D

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  7. mi permetto un consiglio letterario che non ci azzecca con le ricette ma ci azzecca assai assai con le nonne le nipoti che si fanno grandi coi consigli delle nonne dati in cucina. consigli sulle ricetti, culla vita sul mondo, sugli uomini:
    Il cunto delle minne
    giuseppina torregrossa
    ed Mondadori
    costa un po' ma tra poco esce il tascabile....

    e delle "minne" c'è anche la ricetta!

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  8. mi sa che non si può perdere. grazie vudivù, poi ti dico.

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  9. M'è venuta voglia di sciacquone al forno. Che potrà pur sembrare una cazzata giusto per scrivere qualcosa e invece la voglia c'è. Vado a fare il test di gravidanza per uomini isterici, và.

    ps A quando i pancakes con gelato alla vaniglia, cioccolato a scaglie e panna? :P

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  10. Ho fatto la maionese ed è stato tipo Anna dei miracoli quando realizza il concetto di acqua: niente sarà più come prima.

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  11. Mia nonna diceva sempre cose fantastiche, tipo:

    1. Sull'approccio alle cose quotidiane: "Godi moro, che la vita è breve" (questa frase accompagnava sovente il gesto di mettermi qualche manicaretto succulento sotto il naso).
    2. Sulle donne / lo sposarsi / il matrimonio: "Tanto semo tutte 'n po' mignotte dentro, almeno trovatene una che te fa ride".
    3. Sulle riparazioni casalinghe: "Tu nonno non è manco bono a aggiustà un rubinetto. Ma po' esse? No, dico, uno che ha fatto la guera sopra i monti, attufato a sparà da le frasche, che nun è manco bono a sistemà un rubinetto. Dimme te se è giustizia" (mio nonno non era in effetti granché provvisto di manualità tecnica).

    PS. Mia nonna, da brava massaia ebrea di Portico d'Ottavia, avrebbe dovuto saperle fare le frittelle coi fiori di zucca. Però non le faceva. In compenso, faceva gli aliciotti con l'indivia, non so se conosci (che sono una cosa buona, ma TROPPO buona).

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  12. gli aliciotti con l'indivia mi mancano. sono sicura che troverò la ricetta online, ma io voglio quella di tua nonna. tipo adesso.
    "godi mora che la vita è breve" lo voglio dipingere sul muro davanti al letto che quando mi sveglio lo vedo e godo :)

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  13. "Godi moro, che la vita è breve" tra l'altro mi sa che porta pure bene, a livello scaramantico. Mia nonna lo diceva sempre a mio nonno, che ha campato benissimo fino ai novanta passati (1900-1992). Il bello è che mia nonna continuava a dirglielo anche quando a mio nonno erano rimasti ben pochi capelli, e tutti bianchi ormai (chissà, forse lei lo vedeva ancora giovane e moro, come il giorno che i loro sguardi s'incrociarono per la prima volta all'ippodromo di Capannelle: misteri dell'ammmore).

    Sulla ricetta degli aliciotti, provvedo quando torno a casa dall'ufficio. Sta nel libro delle ricette di mia nonna, che non è un vero e proprio libro ma sono una sfilza di quaderni a righe, scritti a mano fitti fitti, dove ci sono cose tra le più strane e suggestive, tipo la carbonara ebraica (!).

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  14. Davide, a questo punto vorrei vedere la scansione.
    In privato, se ti fa disagio mostrarla a tutti.
    (la carbonara ebraica mi fa curioso, mi piacerebbe saperne di più)

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  15. La scansione? Se po' fa', però sì, appena la faccio te la mando in privato (preferisco), assieme alla ricetta della carbonara ebraica.

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  16. Scusa Zia, ma se l'impasto lo metto in una teglia e lo faccio cuocere in forno con il grill ?

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