lunedì 18 gennaio 2010

Acoustic Pizza

Oggi ci facciamo una pizza. Neanche in mille anni verrà come quella di mia nonna, almeno così mi urla sempre zio (quello sordo che, ogni volta che faccio la pizza, si perde l’amplifon).
Per sicurezza non mettete la macchina in garage, perché se viene male potete correre in pizzeria e comprarne una decente. Ovviamente, se vi sgamano, sarà la vostra condanna sociale nella competitiva massoneria dei pizzaioli fai-da-te.

Ecco cosa serve per un paio di pizze (o 1 ripiena):
• 1/2 kg Farina - 25 g Lievito di birra - 300 ml Acqua tiepida - 1/2 Cucchiaio di sale - 1 Cucchiaino raso di zucchero - 4 Cucchiai d’olio extra vergine di oliva
• 1 Ciotolona - 1 Strofinaccio - 1 Coperta - 1 o 2 teglie - Mattarello


Innanzi tutto fate sciogliere il lievito di birra in un po’ d’acqua tiepida, aggiungete il sale, lo zucchero e l’olio e mescolate.
Nella ciotola mettete la farina, versateci in mezzo il brodaglione che avete appena fatto e, piano piano, il resto dell’acqua. Mescolate e impastate fino a ottenere una pallozza consistente.
Spolverate la ciotola con un po’ di farina, metteteci dentro la pasta, coprite con lo strofinaccio e avvolgete tutto con la coperta. Trovate uno spazio nell’armadio e riponeteci il vostro fagotto. Deve stare lì al caldo e al sicuro per 4-5 ore, in modo che la pasta possa lievitare.
Non andate a sbirciare ogni 10 minuti, ché la pasta è sensibile e s’incazza assai se la disturbate nel sonno.

Ora avete diverse possibilità di ammazzare il tempo per 5 ore:
1. Consultate l’agendina e date appuntamenti precisi e cadenzati a una mezza dozzina di ex amanti. Tanto non durano più di 10 minuti, altrimenti non sarebbero ex.
2. Se volete fare un po’ di moto all’aria aperta chiamate, invece, una mezza dozzina di amici e andate a fare lo scherzo dei citofoni (quello che citofonate e quando vi rispondono chi è? gridate in coro ‘sto cazzo! e poi scappate veloce).
3. Se decidete di rimanere in casa a fissare l’armadio, potreste avere la fortuna che qualcun altro nel vostro quartiere stia cucinando la pizza. Ve ne accorgete se vi gridano ‘sto cazzo! al citofono. In tal caso saltate in macchina e investite i due più lenti, così fate selezione.
Tornate a casa e rimettetevi davanti all’armadio.

Passato il giusto tempo di lievitazione, la pasta per la pizza è pronta. Ungete le teglie e stendete la pasta col mattarello a forma delle teglie.
Per il condimento date sfogo alla vostra fantasia. Sulla pizza (o dentro) potete metterci quello che vi pare: dalla classica margherita con mozzarella, pomodoro e basilico, a una farcitura di mozzarella e prosciutto cotto.
L’importante è aver fatto bene la pasta: se è abbastanza buona ci potete anche tritare l’apparecchio acustico di zio e nessuno avrà niente da dire. Tranne zio.

37 commenti:

  1. manu, ma come devo fare con te? eheheheh

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  2. Zia Ciccio,
    io non ho mai provato Hurrà...
    e non posso commentare.
    So' privilegiata e commento solo dopo aver assaggiato, per il momento posso solo dire che questa ricetta è scritta bene, divertente, simpatica, etc.
    elia_pippi

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  3. quindi, se te la faccio e viene una merda, sono perdonata?

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  4. claro!
    ma dubito che venga una merda, con molta probabilità non verrà come quella della nonna, ma si sa, le nonne hanno l'ingrediente segreto.
    elia_pippi

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    1. Il segreto è che le nonne non avevano il lievito di birra ma utilizzavano il lievito madre! E non utilizzavano una farina qualsiasi ma spesso farina macinata a pietra e non raffinata industrialmente come quella di oggi.

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  5. eh, vabbè, vabbè, così la ricetta della pizza la sapevo dare pure io...
    se non dici come si impasta la pasta, non hai detto niente.
    cioè, tu la impasti con moto ondorotatorio dal posteriore destro (o sinistro se sei mancina) al superiore centrale con rotazione del polso e reinserimento a tuffo? eh? lo fai? e poi la farina, la farina... 500 grammi di farina dove? a casa tua, forse. da me, quando la pasta è giusta hai finito di mettere farina, ché la farina si mette a occhio, anche i nani lo sanno.
    secondo me, sei come mia moglie, che dici le ricette e poi ci vuoi boicottare nel mentre, ché io lo so che siete gelose se poi agli altri ci vengono meglio che a voi.

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  6. michè, tu secondo me sei la reincarnazione di mia nonna, che la sua bilancia era l'occhio.
    l'impasto va massaggiato da fuori a dentro, con scappellamento a destra.
    un grande abbraccio in quel di brussella.
    e a tua moglie tutta la mia solidarietà :D

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  7. eh. da fuori a dentro. e io che avevo detto?

    poi bisogna stare attenti a non far fare gli sfilacci, a prendere la farina da sotto e... ma questa è un'altra storia.
    la grigia brussella ricambia l'abbraccio, ribadisco che la vittima non è la moglie e, infine, mi meraviglio che tu non l'abbia ancora capito: io sono tua nonna.

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  8. di 'sto passo leggeremo il tè di zia ciccio, poi l'acqua e zucchero di zia ciccio, poi il crodino di zia cicc...

    non è veeeeeero
    io ti voglio bene ziacì
    si scherza
    cucinami etti preeego

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  9. ti cucino etti di palle. mò vedi.

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  10. @Michele, una volta facendo la pizza con mia nonna è successo questo:
    nonna: Meno male che ci sei tu.
    io: Perché
    nonna: Ho fatto un buco.
    io: Embè?
    nonna: Almeno posso dire che è colpa tua.

    Quindi, sì, direi che sei tu.

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  11. La questione è semplice: fino a quando bamboccionerò per la pizza c'è mio padre (cuoco da forever). La questione meno semplice è quando lui e la moglie (mia madre da forever) vanno in ferie e a casa c'è voglia di pizza, presenza di ingredienti e penuria di denari (anche questo da forever). Dicevo? Ah, si: mi stampo il post 'ché l'estate sta arrivando. Semplice.

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  12. Secondo me l' argomento pizza necessiterebbe di una tribuna politica per disquisirne, con da una parte un gruppetto di napoletani fondamentalisti (e io tra loro) che ripetono come un mantra a chiunque, qualunque cosa venga detto, "macheccazzstairicenn', macheccazzstaidicenn', macheccazzstaidicenn', macheccazzstaidicenn', macheccazzstaidicenn', macheccazzstaidicenn'...". Perciò ok, mi sono molto divertito a leggere la ricetta. :)

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  13. ziorobberto si è finalmente comprato l'amplifon? questa sì che è una buona notizia!
    in settimana provo e ti faccio sapere.
    baci grandi cuggì
    S

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  14. uèuè, fermi tutti che c'è la cugina sveva. svè, te l'ho detto di non chiamare zio quando faccio la pizza! :D
    @manlio, macheccazzstaidicenn'?

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  15. @nube, non sarai mica un bamboccione mangiapizza a tradimento?

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  16. se mio nonno panettiere e pizzaiolo mi vedesse stendere la pizza col matterello mi rimepirebbe di mazzate!
    con le mani a'nonno, con le mani!

    maccheccazzstiadicenn zia cì?

    sò fondamentalista, scusate :)

    secondo me i commenti a stò post non finiranno mai, io ti lodo per l'audacia!

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  17. @ZiaCiccio Certamente! E con vanto, non con tradimento!

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  18. @vudivù. mia nonna faceva un po' e un po': avviava col mattarello e poi finiva di stendere con le mani nella teglia.

    @tutti.
    io vorrei sapere se i lettori di suor germana cagano il cazzo a 'sta maniera. secondo me no.
    :)

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  19. Ma suor Germana ha il Padreterno dalla sua, che è uno che s'incazza facile, tu arditamente ti lanci nella pizza, potevi aspetta' almeno d'esse a Occhiobello, che lì sono un po' come i Visigoti, 'zzo ne sanno della pizza?

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  20. l' avevo detto che tiravamo per le lunghe. Non vorrei fare l' europeista incallito e citare leggi su marchi dop, igp, doc etc etc. ma è chiaro che la parola "pizza" è abusata. Lo so, questa è pesantezza da parte mia, ma noi fondamentalisti siamo così, toccateci il caffè la pizza e la mozzarella e diventiamo cani ringhiosi.

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  21. quindi, manlio, tu TI TOCCHI?

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  22. zia ciccio... certe cose non si toccano! la pizza questa, non quella "pugliese"...
    io non mi ci provo, a me la pizza me l'ha da fare il pizzaiolo col forno suo, ma aspetto magari un invito, pizza, o meglio astice o m'accontento di vongolette, pure se sfumi al momento sbagliato ecchissene... ;)

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  23. vedremo di organizzare un "zia ciccio rave". ovviamente vi beccherete anche tutti gli scherzetti simpatici descritti nelle varie ricette.
    quindi i portatori sani di amplifon dovranno stare accorti.

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  24. ma questa è la pizza casalinga da teglia nera che fanno le nonne, mica quella da forno di pizzeria! gnoranti che siete. si vede che le vostre nonne v'han voluto poco bene e vi davano 300 lire per andare dal pizzarolo e togliervi dai vogliono. nel caso di Manlio capisco bene...

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  25. ehi, avevo scritto "togliervi dai coglioni". fottuto T9

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  26. però la farina 00 no! fa male. meglio smezzarla con quella integrale, che trllaltro viene pure più saporita

    *00 sta per doppio zero, non è un emoticon tipo 0_0

    ** la farina integrale deve essere bio, macinata in un molino italiano con pietra di murano levigata ad acqua di sorgente ed il molino gestito da personale italiano e senza "sporcature" nelle 5 generazioni precedenti le quali tutte nutritesi a bio.

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  27. gesù giuseppe sant'anna e maria! la farina integrale????
    che mattacchione flaviano....

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  28. Flavià, mi sembri quella che imitava Donatella Versace quando spiegava perché le pellicce è meglio farle con i testicoli di cucciolo di tigre :D

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  29. è quasi 'na settimana che mangiamo pizza... quando si cambia?
    elia_pippi

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  30. ha ragione elia...
    torna in cucina!

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  31. ribadisco la cosa di suor germana.

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  32. sei tu che ci hai messo a tavola...mò dacci da magnà!

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  33. Lo vengo a dire ora che l'attenzione si è spostata sui testicoli di cuccioli di tigre: io mischio la farina integrale con la manitoba (tutto a occhio, e a occhio la manitoba è un terzo) e poi il lievito lo sciolgo con acqua e latte. Bianca (con provola* e zucchine***) o rossa (con salsiccia*, salsiccia** e porcini***) il commento finale è sempre qualcosa di religioso.

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  34. mò mi dispiace rovinarti l'ultimo commento, ma hai fatto bene a scrivere dopo, ché mi sa che i vari manlio e vudivù a sentire della manitoba...
    però ci provo: io non sono mica diffidente e conservatrice come quelli :)

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  35. Con la manitoba viene una cosa da trasformare in biondo finnico un rastafari e viceversa, infatti è così che quando mi annoio cambio il look. Prima la mischiavo alla zero zero normale (con la carta da forno rollata a bandiera, ovviamente) poi in un raptus di follia ho provato con l'integrale. Pensavo na' schifezza. E invece è uscito un "Ah". No, dico. Ah.

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